Salvaguardare e sviluppare il sistema territoriale collinare

E’ necessario oggi rovesciare la prospettiva con cui si è in passato considerata la collina, come un inerte sfondo paesaggistico alle trasformazioni della città, e considerare non solo definitivamente conclusa la stagione di crescita insediativa per “espansione”, ma promuovere un progetto per la creazione di valore aggiunto territoriale e di tutela dal rischio idrogeologico. L’obiettivo è quello di dare vita a un vero e proprio “Parco della Collina” che metta a sistema: (I) il recupero dell’attività agricola coniugata con (II) uno sviluppo turistico sostenibile con la priorità di garantire (III) la manutenzione ordinaria del territorio e la prevenzione dal rischio idrogeologico. Un parco che costituisca un elemento di continuità ambientale con le aree protette limitrofe, una vera e propria cerniera territoriale, ambientale e paesaggistica finalizzata alla integrazione e alla continuità del sistema dei parchi del nostro comprensorio: il Parco Nazionale delle Cinque Terre e i Parchi Regionali di Montemarcello Magra e di Portovenere. In questo senso è necessario: 1. portare avanti in modo organico i contenuti dei progetti già sviluppati per il recupero della sentieristica (progetto “L’arco e le frecce”), sviluppando un progetto per il sistema delle fortificazioni collinari in stretto coordinamento con lo sviluppo della rete escursionistica locale; 2) sviluppare il recupero a fini agricoli dei territori collinari (come già anticipato, per le proprietà comunali, con il progetto “Campagna Urbana”), sfruttando i contenuti e i dispositivi offerti dalla L.R. 4/2014, la quale favorisce la cura e la manutenzione del territorio boschivo e delle aree agricole abbandonate di proprietà privata; 3) sviluppare ulteriormente le norme che legano il recupero dell’edilizia esistente alla manutenzione del territorio: la manutenzione ordinaria territoriale è un fattore strategico nella prevenzione e nella mitigazione del rischio idrogeologico. L’azione diffusa e quotidiana della cura della terra è uno degli elementi fondamentali del recupero territoriale: per questa ragione il nuovo PUC dovrà ulteriormente approfondire la norma introdotta e potenziata dalla “Variante colline”, ponendo particolare attenzione alle aree in evoluzione verso il dissesto come aree su cui favorire in via prioritaria il recupero a funzioni agricole.

E’ di fondamentale importanza una nuova disciplina geologica che fornisca la base, oltre che per i punti precedenti, per interventi di messa in sicurezza del territorio da attuare con i contributi derivanti dai programmi europei dedicati alla tutela del suolo.