Sviluppare nuove forme di servizio pubblico, nuove forme di città

Possiamo definire questo un indirizzo trasversale rispetto ai precedenti. Molti dei contenuti programmatici già descritti trovano infatti una loro sistematica collocazione nell’ambito delle politiche per quella che viene oggi diffusamente chiamata “smart city” (città intelligente):

  • la rigenerazione del territorio attraverso la manutenzione ordinaria e nuove forme di sviluppo connesso alla valorizzazione del giacimento territoriale e l’eliminazione del consumo di suolo;
  • la rigenerazione della città partendo dalla qualità di vita dei quartieri attraverso l’attenzione alla qualità dello spazio pubblico locale;
  • la riqualificazione del rapporto tra città e porto, con interventi di miglioramento dell’attuale condizione di criticità ambientale;
  • la ricerca di coesione sociale nell’affrontare il tema dell’abitare;
  • lo sviluppo di infrastrutture sostenibili che favoriscano una gestione intelligente della mobilità urbana e la continuità pedonale interna alla città;
  • il riuso di spazi demaniali e il ruolo delle aree militari nella relazione tra città e mare;
  • la ricerca di nuovi spazi per la produzione;

In questo processo giocano un ruolo rilevante le nuove tecnologie come strumento di gestione efficiente della città. Il ruolo del piano si concentra sul tema della sostenibilità delle previsioni e della rigenerazione urbana.

Tre punti sono fondamentali:

  • la valorizzazione delle risorse territoriali coniugando sviluppo turistico sostenibile e agricoltura multifunzionale (cioè esercitata a vari livelli con diverse funzioni) come strumento per garantire la manutenzione ordinaria del territorio, fattore strategico nella prevenzione del dissesto;
  • la trasformazione della città seguendo un principio di qualità dello spazio pubblico locale e privilegiando la forma tessuto rispetto ai grandi contenitori;
  • il riuso degli spazi demaniali per nuove attività produttive, per nuovi spazi di relazione con il mare e con il territorio.

Questi temi trovano piena collocazione nell’ambito dei 5 punti dell’Agenda Urbana Nazionale3: 1. Limitazione del consumo di suolo e riqualificazione urbana; 2. Infrastrutture dei trasporti e mobilità sostenibile; 3. Strategia europea in materia di clima ed energia (-20% gas serra; +20% efficienza energetica; 20% consumi da fonti rinnovabili entro il 2020); 4. Cultura, Università, Smart Cities; 5. Lavoro e welfare.

Il Piano Urbanistico Comunale non è, in sé e di per sé uno strumento autosufficiente nella promozione dei processi di autorigenerazione territoriale. Per questo dal 2009 sono stati avviati altri due progetti strettamente legati al territorio e alla visione del PUC ma che hanno seguito un percorso programmatico, partecipativo e operativo indipendente.