Archivio Storico Comunale

Archivio Storico Comunale

Presso la sede della Biblioteca Civica “U. Mazzini” si trova l’Archivio Storico Comunale della Spezia, che conserva oltre 2.200 unità archivistiche che vanno dal tardo Medioevo fino alla seconda metà del sec. XIX. Tra il 1991 ed il 1997 il complesso archivistico è stato riorganizzato, dotato di un nuovo inventario e spostato dalle stanze alte di Palazzo Crozza in locali più adeguati per garantire una migliore fruibilità e conservazione dei documenti.

La consultazione è libera (nei tempi e modi previsti dal regolamento) previa autorizzazione della Direzione. La ricerca delle serie archivistiche si effettua tramite una guida-inventario disponibile in sede o scaricabile dal sito internet che ospita i Periodici locali digitalizzati della Biblioteca civica (www.antico.erasmo.it).

Nel corso dell’intervento di riordino, il materiale è stato organizzato cronologicamente e per tipologia di documenti, seguendo le diverse fasi che hanno caratterizzato la storia della Spezia nell’età moderna: dagli Antichi regimi si passa al periodo della Repubblica ligure e Impero napoleonico, per finire con la Restaurazione.

 

I FONDI ARCHIVISTICI


ANTICHI REGIMI

Per quanto riguarda gli Antichi regimi, gran parte dei documenti comprende ciò che è stato prodotto dagli uffici della Podesteria, che operava tramite funzionari eletti localmente e dal Vicariato, sotto la giurisdizione di amministratori inviati direttamente da Genova. Oltre ai manoscritti contenenti gli Statuti della Spezia (1407) e le leggi di Genova, conservati in originale ed in copie redatte nei secoli successivi, la vita amministrativa cittadina è registrata nella serie delle Deliberazioni, di cui si conservano circa 200 libri, a partire dal 1403 sino al 1797. Ad esse si aggiungono i cosiddetti Libri computorum (1521-1789), che contengono i dati finanziari (entrata e uscita) relativi alla gestione del denaro pubblico.

La descrizione delle proprietà terriere e immobiliari dei cittadini sottoposti a tassazione è conservata nei libri dei Catasti (estimi o caratate, dei sec. XVI-XVIII) che offrono una visione dettagliata dell’agglomerato urbano e di alcune ville circostanti, dove le proprietà sono descritte e valutate sulla base dell’imposizione fiscale allora vigente. Il meccanismo di riscossione delle tasse si completa nella serie dei Libri avariarum (1416-1729) che contengono nel dettaglio la descrizione dei diversi momenti di calcolo e raccolta delle tassazioni che gravavano sulle persone e sui beni.

I documenti del periodo degli Antichi regimi proseguono con la serie della Censaria (sec. XVII-XVIII, riguardante il controllo del commercio e la vendita delle merci al dettaglio) e con quella dell’Ufficio di Abbondanza (1570-1788) che provvedeva all’acquisto e distribuzione di grano e vettovaglie in particolari momenti di ristrettezza economica o guerre. IlMonte di pietà, di cui si conserva un solo libro (1597-1647) era invece quell’ufficio incaricato di concedere prestiti su pegno ai cittadini maggiormente bisognosi secondo modalità stabilite da leggi e disposizioni particolari.

La documentazione dell’Ufficio di Sanità è costituita da una serie di libri con gli ordini e provvedimenti emanati dai Conservatori della Sanità di Genova (1629-1723) e dal Libro del Commissario di Sanità (1580), con denunce, processi e sentenze del Commissario. I libri delle patenti di sanità, che venivano esibite per concedere ai vascelli la facoltà di attraccare in porto e le singole patenti (documenti che attestavano lo stato di salute dei viaggiatori e mercanti che desideravano entrare in città) concludono questa serie archivistica assieme ad alcune Filze che contengono l’attività e la corrispondenza del Commissario stesso.

Si prosegue con le Filze diversorum communitatis (1577-1794, circa 30 filze) che racchiudono documenti di diverso tipo attinenti la gestione degli affari della comunità.

A queste si aggiungono le Filze (1539-1797, 242 unità) ed i libri criminali (1416-1800, 343 libri suddivisi in criminalium, visitationum querelarum, extraordinariorum), che descrivono l’attività della curia criminale diretta dal Capitano e dipendente dalla rota criminale genovese, e contengono tutte le denunce, suppliche, testimonianze, perizie, corrispondenza e documenti relativi ai processi che avvenivano nel territorio del capitanato. L’Archivio conserva inoltre parte della corrispondenza del Capitano (Litterarum, con lettere indirizzate al Capitano dal Senato e altre magistrature genovesi: 1698-1797, circa 40 unità e  Secretorum: lettere riservate, 1753-1754).

Le Filze delegationum, i Libri d’ordine del capitano, le Filze actorium civilium et criminalium (1500-1700 ca.) e altre serie di documenti illustrano nello specifico l’attività della curia civile e criminale, così come le Filze executionum (1600-1797), ordinariorum (1600-1797), publicorum (1569-1797), libri diversorum curiae (1430-1793) e libri di accuse e debiti(1570-1738).

Segue l’importante raccolta di carte notarili (sec. XV-XVII), con notai che rogavano alla Spezia o in altre località. L’Archivio storico comunale contiene anche materiale relativo ad altre comunità del capitanato, tra cui Ameglia, Arcola, Beverino, Biassa, Brugnato, Carpena, Follo, Marinasco, Pignone, Valeriano, Vezzano e materiale di comunità non appartenenti al capitanato come ad esempio, Fivizzano, Lerici, Portovenere, Novi ligure, Ortonovo e Sarzana. Si tratta di documenti dei secc. XV-XVII, quali Statuti, carte notarili,  riguardanti l’attività dei Podestà,  libri e filze diversorum,  criminalium,  di privilegi e avarie, oltre a deliberazioni, estimi, caratate e catasti.
 

REPUBBLICA LIGURE (1798-1802)

L’Archivio storico comunale conserva gran parte dei documenti relativi all’Amministrazione della giurisdizione del Golfo di Venere. Si tratta principalmente di processi verbali, lettere e protocolli degli organi amministrativi della municipalità del Cantone della Spezia. A questi si aggiunge la corrispondenza, il copialettere e le petizioni di competenza diretta del  Commissario di governo.

In questi anni infatti, l’attività degli amministratori locali si svolgeva sotto il controllo di un funzionario del Governo, il Commissario di Governo, che era eletto dal Direttorio Esecutivo e restava in carica un anno risiedendo nello stesso Capoluogo della Giurisdizione.

In archivio è inoltre presente la serie di documenti prodotta dagli organi giudiziari: processi, decreti,  atti e corrispondenza del Tribunale civile e criminale della Giurisdizione del Golfo di Venere e del Giudice di pace del Cantone della Spezia.
 

REPUBBLICA LIGURE DOPO LA COSTITUZIONE DEL 1802 (1803 – 1805)

È conservata per questo periodo la documentazione riguardante l’attività del Viceprovveditore del Cantone del Golfo di Venere e del Consiglio comunale del Comune della Spezia. Si tratta di corrispondenza, petizioni e processi verbali che si sommano alle serie di carte prodotte dal Giudice civile e criminale del Cantone del Golfo di Venere.


IMPERO NAPOLEONICO (1805-1814)

Con l’incorporazione all’Impero, e così sino al 1812, la Spezia venne compresa nell’arrondissement di Sarzana, dove il Sottoprefetto si sostituisce al Provveditore.  Alla base di questa organizzazione era collocato il Sindaco del comune, il Maire, che doveva essere persona di certificate qualità morali e professionali. L’Archivio conserva la serie di documenti riconducibili al Maire del Comune della Spezia (corrispondenza e protocollo), oltre agli atti del Giudice di pace del Cantone della Spezia.
 

REGNO DI SARDEGNA (1815-1860)

La documentazione riguardante il periodo del Regno di Sardegna comprende gran parte del materiale prodotto dall’Amministrazione comunale e dagli altri enti della Provincia, come la raccolta di avvisi, circolari e manifesti del Sindaco, della Regia intendenza della Provincia di Levante e altre autorità, risalenti agli anni 1825-1860, a cui si aggiunge la corrispondenza (copialettere, 1815-1860) e protocollo (1829-1836) del Sindaco, conservati assieme alle delibere del Consiglio comunale per gli anni 1849-1861.

La sezione si conclude con le carte relative alla Guardia Nazionale, la milizia comunale che aveva il compito di garantire l’ordine pubblico affiancando in caso di necessità l’esercito stesso. Essa prevedeva un servizio obbligatorio per i cittadini con età compresa tra 25 e 55 anni, salvo le eccezioni previste dalla legge, a cui si univano talvolta giovani volontari, con età tra 18 e 21 anni. Della Guardia nazionale sono conservati alcuni registri matricole (1848-1859, con lacune), regolamenti e deliberazioni del Consiglio di Ricognizione (1850-1859), il registro delle lettere (1848-1871) e la corrispondenza originale (1848-1852) indirizzata al Comandante del Battaglione, le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione (1861-1871) e del Consiglio di Disciplina (1850-1868), oltre al registro degli Ordini del giorno (1848-1867), agli elenchi relativi ai rifornimenti di armi (1861-1865) e vestiario (1853, 1858, 1862).

 

Dove siamo
C/o Biblioteca “Ubaldo Mazzini”
Corso Cavour, 251
19122 La Spezia


Quando
Lunedì e giovedì   9.00 – 13.00 e 14.00 – 19.00
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