Museo del Sigillo

Museo del Sigillo

Ospitato nella Palazzina delle Arti "Lucio R. Rosaia", costruzione neogotica che si affaccia sull'antica via del Prione, il Civico Museo del Sigillo della Spezia è nato nell'anno 2000 a seguito della donazione, da parte dei coniugi Lilian ed Euro Capellini, della più completa collezione sfragistica che mai sia stata riunita. La raccolta, frutto di trent'anni di ricerche sul campo affiancate da collaborazioni con le più famose case d'asta, si è avvalsa dei contatti con i maggiori studiosi del settore che hanno curato la pubblicazione dei cataloghi specifici. I rapporti con l'Archivio Segreto Vaticano, con l'Archivio della Città Proibita di Beijing e con la Maison Lalique di Parigi hanno consentito di selezionare il materiale realizzando, a giudizio di esperti in sigillografia europei, americani e asiatici, un'esposizione unica nel suo genere qualitativamente e quantitativamente. Presentando sigilli dal IV millennio a.C. all'epoca contemporanea, il Museo è tutto da scoprire.

L'allestimento
Negli ambienti più significativi della Palazzina delle Arti sono ospitati i millecinquecento sigilli che costituiscono la ricca collezione riunita dai coniugi Capellini. La predisposizione degli ambienti, curata museograficamente dallo studio Architetti Associati Leone-Zanetti, è stata particolarmente impegnativa e laboriosa per i molti accorgimenti da adottare per realizzare strutture espositive flessibili e spaziose. Si è cercato di evitare ogni interferenza visiva, lasciando alle opere il necessario protagonismo, utilizzando a tal fine la trasparenza dell'arredo quasi totalmente in vetro.
Nel linguaggio corrente il termine "sigillo" indica sia la matrice, cioè l'oggetto (in pietra, metallo, legno od altro) che reca inciso in negativo il simbolo da riprodurre, sia l'impronta, ovvero lo stampo in positivo ottenuto applicando il negativo su sostanze morbide (argilla, cera, ceralacca) o tramite inchiostratura. Attraverso l'esposizione di oltre millecinquecento esemplari originali, il Museo del Sigillo della Spezia si è posto l’obiettivo di tracciare lo sviluppo delle impronte nella storia della civiltà. 

PRIMA SALA
Il percorso espositivo, basato sulla scansione cronologica e geografica, si apre con la presentazione dei numerosi reperti provenienti dall'area compresa tra Anatolia e Iran dove comparvero le prime matrici, utilizzate come contrassegno, databili alla fine del IV millennio avanti Cristo. Questi antichissimi strumenti destinati alla marchiatura permettono di introdurre il visitatore all'uso delle matrici-amuleto nell'Egitto faraonico, con sigilli a forma di scarabeo realizzati in pietra e faience, e di giungere agli anelli sigillari romani di età imperiale,dai castoni in corniola o pasta vitrea elaborati dall'antica glittica, affiancati in vetrina da esemplari di epoca medievale e rinascimentale tra i quali spicca quello appartenuto all’umanista forlivese Flavio Biondo.
Testimoniato dalle matrici tonde o a ‘navetta’ l'uso del sigillo ecclesiastico dal Trecento all'Ottocento è ben rappresentato nell'esposizione museale; tipari bronzei di archidiocesi, compagnie, confraternite e della Reverenda Camera Apostolica sono collocati accanto alle impronte in cera e piombo uscite da cancellerie papali e vescovili e a stampi per pani eucaristici risalenti al V-VI secolo.
Il periodo di maggior uso e splendore del sigillo è senza dubbio quello compreso tra i secoli XVIII e XIX. La sezione della collezione Capellini dedicata alle produzioni dal Settecento al periodo Liberty presenta esemplari in argento, bronzo, avorio, tartaruga, pietre dure, conchiglia, porcellana e i cosiddetti "sigilli curiosi", cioè libere elaborazioni o applicazioni della funzione di matrice su oggetti nati per altri scopi utilitari (bastoni, martelli, fiale da profumo, cavatappi, ecc). I sigilli in vetro e cristallo creati dalla sensibilità di René Lalique vengono proposti in vetrine che accolgono la produzione di questo maestro dell'Art Nouveau e della sua scuola con esemplari spesso rarissimi.
Chiudono la visita alla prima sala le matrici dalle impugnature metalliche decorate da figure allegoriche, da ritratti di personaggi storici o da semplici e accattivanti statuette quasi tutte firmate dai grandi nomi della bronzistica d'oltralpe tra i quali Joseph Bosio, detto "il Canova francese".

SECONDA SALA
La seconda sala, intitolata a Lilian Capellini, presenta i sigilli-gioiello in oro e pietre preziose e soprattutto i pezzi elaborati da Fabergé, l'orefice degli Zar. Di particolare interesse storico sono la piccola matrice in forma di fungo realizzata per il granduca Alexander Mikhailovich e un sigillo donato dalla regina Vittoria al nipote Albert di Prussia.

TERZA SALA
Nel terzo ed ultimo ambiente è stata allestita la ricchissima sezione di sigilli provenienti dall'Oriente.
L'arco di tempo compreso tra il IV secolo a.C. e l'età contemporanea è testimoniato dalle piccole matrici arcaiche, in bronzo, e dagli esemplari di maggiori dimensioni realizzati in avorio, cristallo, argento, porcellana, corno e pietra.
Vanto della collezione sono i sigilli cinesi elaborati dai maggiori calligrafi e pittori dei secoli XIX e XX e l'esemplare in giada, già facente parte della raccolta di proprietà della contessa di Bismarck.


Conservatore responsabile
Anna Nancy Rozzi

Dove siamo
Palazzina delle Arti "L.R. Rosaia"
Via del Prione, 234 - 19121 La Spezia

Quando
mercoledì e giovedì  15.00 - 18.00
venerdì, sabato e domenica 10.00 - 18.00
chiuso lunedì, martedì
ingresso € 3,50

Recapiti
tel. 0187 778 544        
fax  0187 777 179 oppure 0187 257 629  
e-mail museodelsigillo@laspeziacultura.it

Di cosa ci occupiamo
- Attività  espositive
- Conservazione, esposizione del patrimonio museale, divulgazione delle tematiche della storia del sigillo dall’antichità ai giorni nostri, tramite conferenze, incontri e didattica scolastica.

 GALLERIA FOTOGRAFICA

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