Museo Civico "Amedeo Lia"

Museo Civico "Amedeo Lia"

Attività del servizio

MUSEO CIVICO “AMEDEO LIA”

DIRIGENTE

Marzia Ratti

Email marzia.ratti@laspeziacultura.it

Funzionario responsabile

Andrea Marmori

Tel 0187 731 100
Email andrea.marmori@comune.sp.it

Dove siamo

Via del Prione, 234 - 19121 La Spezia

Quando

Apertura dal martedì alla domenica 10.00 - 18.00
Chiusura il lunedì (escluso il Lunedì dell’Angelo), 1 gennaio, 15 agosto, 25 dicembre
Biglietto d'ingresso: intero € 7,00; ragazzi 14-18 anni e gruppi € 4,50; ridotto speciale per bambini 6-13 anni e ultrasettantenni € 3,50
Visita guidata per gruppi da 7 a 25 persone € 50,00
Visita guidata per scolaresche da 7 a 25 alunni € 30,00

Recapiti

Tel 0187 731 100
Fax 0187 731 408
Email museolia@comune.sp.it
Web http://museolia.spezianet.it/

Di cosa ci occupiamo

  • Conservazione e valorizzazione delle Collezioni
  • Gestione dei servizi di base del Museo:
    • servizio di custodia e assistenza al pubblico
    • servizio di accoglienza, portineria, biglietteria, book-shop
    • servizio di promozione del patrimonio museale
  • Realizzazione e gestione di eventi e mostre temporanee
  • Svolgimento di attività didattica e di approfondimento
  • Svolgimento di attività scientifiche
  • Attivazione di stages di formazione ed inserimento lavorativo, con le Università di Bologna, Genova e Pisa e con le Scuole Medie Superiori della Spezia
  • Assistenza tesi ai laureandi
  • Rapporti e scambi con Istituti di Cultura

Altre informazioni

Il Museo Amedeo Lia è stato istituito nel 1995 ed aperto al pubblico nel 1996 grazie all'importante donazione di opere d'arte fatta dall'Ing. Lia e dalla sua famiglia al Comune della Spezia. La collezione comprende una grande varietà di opere che documentano il gusto e la cultura dell'arte in Italia (ma non solo) dall'epoca classica, al tardo antico, al medioevo per finire all'età moderna. Dipinti, miniature, sculture in bronzo, argento, rame, avorio, legno, vetri, maioliche, reperti archeologici, raccolti con passione ed acume nell'arco di mezzo secolo dal Collezionista.

La raccolta costituisce un unicum per la qualità dei pezzi e per la finissima capacità di scelta operata dal collezionista, capacità tesa a costituire all'interno della vastità delle sezioni, nuclei omogenei ben definiti e di rara completezza.
Tra questi, i cosiddetti "primitivi" sono una vera gemma, con oltre settanta tavole di Pietro Lorenzetti, Bernardo Daddi, Lippo Memmi, Lippo di Benivieni, Lorenzo di Bicci, Barnaba da Modena, del Maestro di Città di Castello, Paolo di Giovanni Fei, Giovanni Bonsi, il Sassetta; e molte tempere e tele di Vincenzo Foppa, Antonio Vivarini, il Bergognone, Ludovico Mazzolino, un probabile Raffaello giovane, Pontormo, Tiziano, Tintoretto, Sebastiano del Piombo, Giovanni Bellotto, Pietro Longhi, Michele Marieschi, Canaletto.
Le raccolte sono ospitate nell'edificio nato all'inizio del Seicento come convento dei Paolotti, appositamente ristrutturato e allestito a cura del Comune.