E-quality E-inclusion, la rete a servizio dei cittadini
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La Spezia, 29 Marzo 2008
ROBERTO QUBER, Presidente Datasiel
Un po’ la sorte ed un po’ la volontà del consiglio regionale ha fatto si che, nell’ottobre 2005, diventassi io, spezzino, e quindi oggi in casa a tutti gli effetti, presidente di Datasiel, la società di informatica della Regione Liguria, di proprietà al 100% della Regione Liguria. Occupa 330 dipendenti e dà lavoro a circa 150 persone dell’indotto, che eroga servizi alla regione, alle ASL, all’ARTE, all’ARPAL, ad altri enti minori, al Comune di Genova. Una società pubblica che funziona, una società che ha un bilancio positivo.
Ebbene, come presidente di una società di informatica vi racconterò i miei terrori dell’informatica. Io sono condizionato dal fatto di aver fatto ricerche sulle enciclopedie, di aver amato l’odore della carta, probabilmente ho amato e amo scrivere con pennarelli dalla punta fine e un foglio di carta bianca che al contrario del computer fanno venire voglia di scrivere. Per questi motivi soggettivi e culturali che mi portano ad enfatizzare e a vedere la questione dell’e-esclusion non soltanto come una questione che riguarda le persone diversamente abili, ma come un problema di esclusione di fasce estremamente vaste di popolazione per motivi fisici, mentali, culturali e sociali.
Il nuovo alfabeto dell’informatica, che è probabilmente l’alfabeto del secolo che stiamo vivendo, è un alfabeto che non è conosciuto da moltissime persone. I giovani imparano l’informatica in modo sbagliato, frammentario. La scuola non sta svolgendo un insegnamento positivo in questo senso. Però la imparano, leggono più poco, non amano più scrivere, aprono il computer che fa parte della loro generazione. Gli impiegati ed i funzionari di tutte le aziende sono stati costretti, con risultati non sempre buoni, ad alfabetizzarsi. Ma gli anziani, gli operai delle aziende, le casalinghe, sono alfabetizzate? Che cosa si è fatto? Il rischio che in questo secolo ci sia un analfabetismo di massa è una realtà che va recuperata alfabetizzando.
Un altro terrore che l’informatica mi fa è la moda, come i telefoni che cambiano tutti i giorni. Quindi è un business per alcuni ed una spesa eccessiva per altri.
La Pubblica Amministrazione, ad un certo punto, ha sentito l’esigenza di informatizzarsi. Ma non ha speso troppo, ha gettato via troppi soldi: il rapporto costi benefici sul terreno dell’informatica è un rapporto deludente, perchè ha prevalso molto spesso l’informatica del piccolo orto, di particelle che non comunicano le une con le altre. Così che la nostra Pubblica Amministrazione è la più arretrata, la meno utile al servizio del cittadino ed è stata ulteriormente indebolita da una informatica comprata senza alcun senso organizzativo.
Queste sono alcune delle profonde preoccupazioni che da presidente di Datasiel ho e sento.
Quello che apprezzo ed auspico è tutto ciò che va nella direzione di attutire queste paure, colmare questi ritardi e cogliere nell’informatica tutto quanto è possibile ed allontanare il senso di e-esclusion.
Cerchiamo di vedere quali sono le cose positive. Una prima cosa positiva è il tentativo di alfabetizzazione degli appartenenti alla terza età voluto dalla Regione Liguria basato su alcuni elementi di informazione collettiva e con il regalo a circa 10 mila anziani di un pc.
Il progetto, partito nel 2005, privilegia la formazione collettiva con un tasso di partecipazione molto forte. Evidentemente lo stare insieme ha giocato un ruolo molto forte e l’esperienza è sicuramente positiva .
Per i meno abili c’è la possibilità di collaborazione che la Regione ha con l’Istituto David Chiossone che, iniziato nel 1990, ha ristrutturato il sito della regione stessa e al quale si può accedere con strumenti didattici molto avanzati che sono disponibili presso l’istituto stesso.
Un’altra cosa molto importante che ha fatto la Regione Liguria è un approccio diverso all’informatica, che si è tradotto nella legge 42 del dicembre 2006 che è nata come una legge per salvare Datasiel, ma che poi è diventata la base per l’approccio all’informatica di tutta la Pubblica Amministrazione: cioè la Pubblica Amministrazione viene intesa come un sistema che deve comunicare, se possibile efficiente e al servizio del cittadino, che deve essere supportato da un altro sistema integrato e omogeneo. Non un sistema a scacchiera, perchè l’informatica fa spendere tanto e bene, e quindi diventa, nel medio e lungo periodo, un risparmio quando è fatta bene, integrata ed omogenea.
Questa legge è stata adottata anche da altre regioni e sta ora decollando. Vedremo i suoi frutti positivi.
Un’ultima cosa: l’informatizzazione prosegue ad una velocità incalcolabile il processo invece di e-inclusion va avanti molto più a rilento. Facciamo attenzione: non si può arrestare il processo di rivoluzione informatica e quindi bisogna aumentare il secondo processo.


