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Gazzetta della Spezia

Con SpeziaNET oltre l'handicap

di Andrea Squadroni

 Non è un semplice restyling del sito del Comune quello che ha portato alla nascita di SpeziaNET. Sottolineato da un interessante convegno, è emerso il carattere di profonda innovazione della rete civica spezzian. Sui due fronti fondamentali, dei contenuti e dell'accessibilità. A testimoniarlo non sono stati solo gli amministratori interessati, il sindaco Massimo federici, l'assessore Raffaella Paita e il direttore operativo Pierluigi Fusoni, che vanno comunque lodati per questa realizzazione, ma fior di esperti della pubblica amminstrazione e della comunicazione pubblica e istituzionale nochè, e al miglio livello, della teoria della comunicazione nell'era della rete, quel Derrick de Kerchove dell'Università di Toronto, già assistente per anni e continuatore del pensiero di Marshall McLuhan.  Tutti moderati dalla cultura raffinata e dall'arguzia comunicativa di Roberto Vacca.

 Il punto di partenza, in Italia, non è esaltante: sono ancora troppo pochi i siti pubblici che forniscono informazioni e servizi che siano fruibili dagli utenti. In particolare da tutti gli utenti, compresi (ecco la e-inclusion) quelli diversamente abili.

Il lavoro fatto, in questa direzione, dalla cooperativa David Chiossone è emerso in tutto il suo valore attraverso l'intervento di Walter Bielli, valutatore, e di Vania Cappi, vicepresidente unione ciechi, che ha sottolienato il valore innovativo del dialogo tra chi fa i siti e chi li usa avendo delle disabilità.

Con una espressione di rara efficacia, vania ha attribuito a SpeziaNET una concezione "calorosa".

Gli esperti pubblici, Antonio De Vanna (accessibilità sistemi informatici), Piercarlo Sommo (comunicazione istituzionale) e Carlo Mochi Sismondi (forum PA) hanno fornito un quadro della situazione che esalta a livello di modello pilota il sito spezzino. Sono solo il 5 per cento i siti pubblici considerati accessibili, peraltro ancora lontani dall'obiettivo dell'interattività e, mentre cresce la possibilità tecnologica e l'opportunità politica della comunicazione pubblica, l'85% dei comuni non arriva a impegnare l'uno per cento del budget in questa materia.

Eppure, il bisogno di svolta nell'e-government si chiama intelligenza collettiva e quindi interattività. Sommo teorico di questo e gran simpaticone è il prof. De Kerchove, che spiega come l'intelligenza collettiva, diversa dalla collettività, scaturisce dalla creatività di ogni singolo elemento della rete.

Confortante il sostegno a questi indirizzi da parte di Roberto Quber (Datasiel) e Giobatta PIttaluga ( Regione Liguria).

 Notizia per i giovani nternauti: il Comune renderà wi-fi il lato Poste di Piazza Verdi. Indimenticabile il finale di De Kerchove che, prendendo spunto dalle immagini di Pinocchio appese alle pareti del Centro Allende, afferma che nel nostro passaggio dalla natura meramente meccanica a quella fortement umanizzante della comunicazione libera e globale, siamo tutti, come il burattino, nel ventre della balena innovazione.