Le scalinate
La conformazione geomorfologica del sito su cui sorge la Spezia è di natura collinare. La città storica, concentrata nell’esiguo spazio compreso fra il castello di San Giorgio, la piazza Sant’Agostino e l’attuale piazza Beverini, si compone di una zona elevata, significativamente chiamata il Poggio, su cui emerge la fortezza, come si è visto, e una porzione valliva in antico a ridosso della linea di costa e delle vie di scorrimento, porzione dove con maggior agilità potevano svolgersi la vita associata e gli scambi commerciali.
Tale tipo di forma geografica ha certamente condizionato l’urbanistica dell’abitato, dove, per raggiungere il castello e gli insediamenti religiosi posti a cerniera fra la zona valliva e la sommità del Poggio (convento degli Agostiniani e convento delle Clarisse), esistevano dei percorsi di risalita che venivano a formare un nucleo insediativo a ventaglio, proprio per la specifica forma: al vertice era posto ovviamente il castello e le “stecche” del ventaglio erano appunto le scalinate e le discese che si diramavano a raggiungere i punti strategici della città.
Tale situazione storica, oggi in gran parte modificata, è leggibile nella cartografia antica, in special modo nei fogli redatti da Vinzoni e da De Cotte attorno alla metà del XVIII secolo.
Con l’apertura delle vie dei Colli (nata come strada militare alla fine del XIX secolo e ampliata nel 1929), XX Settembre (attuata fra il 1870 e il 1884) e XXVII Marzo (1925-1932), l’urbanizzazione di tipo residenziale viene ad interessare la fascia pedecollinare e la zona prossima al castello. È dunque in questo periodo che vengono ad essere progettate e realizzate le scalinate che ancor oggi segnano la città, così come le conosciamo. Alcune di esse ricalcano tracciati storici, come è più che probabile per la salita al castello e la scalinata Vanicella, altre appaiono funzionali alla città “nuova”, come nel caso della scalinata Spallanzani o della Fondega, a ridosso di piazza Verdi, laddove esisteva l’ampia tenuta della Contessa di Castiglione.
In alcuni casi, inoltre, nella denominazione di tali scalinate restano indizi di situazioni storiche o dell’uso del territorio: il toponimo Fondega, ad esempio, indica che in tale zona, probabilmente in direzione dell’attuale piazza Verdi, esisteva un fondaco, vale a dire un magazzino funzionale al porto antico; così la scalinata della Bastia ricorda nel nome la presenza dell’opera fortificata di appoggio al castello San Giorgio, posta dove è ora il campus universitario ed edificata nella seconda metà del XVI secolo; la Vanicella indica ancora un piccolo corso d’acqua, oggi sotterraneo a via Chiodo, che dai colli, a lato del castello, scendeva ad alimentare la piccola darsena dove nel Quattrocento esisteva l’arsenale dei Duchi di Milano.























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