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Il diritto di abitare

La recente adesione del nostro Comune al programma regionale “Social housing” ci permetterà entro tre anni di realizzare nella nostra città 24 alloggi di edilizia popolare al Favaro; 80 alloggi da destinare a canone moderato a San Venerio, alla Pieve, a Valdellora. Ed ancora: due strutture per alloggio temporaneo per studenti e lavoratori, un centro di inclusione sociale al Limone con 10 alloggi per anziani soli e 10 alloggi per donne sole con bambini. Un progetto concreto, per buona parte finanziato dalla Regione e in parte da Comune, Arte, Coop di abitazione, privati cittadini.
E’ solo l’inizio di un disegno organico, che naturalmente deve essere arricchito con ulteriori proposte: in primo luogo l’istituzione di un Tavolo di confronto permanente tra Ente pubblico, sindacati inquilini, Arte, Associazioni dei proprietari e sindacati confederali, che affronti complessivamente e collettivamente questo grave problema, che cerchino finanziamenti esterni e che definiscano accordi e iniziative capaci di intervenire anche sul  mercato abitativo privato.
Non si tratta solo di impostare delle politiche per la casa quanto piuttosto costruire efficaci politiche dell'abitare, con al centro la qualità dell'abitazione, del sistema di relazioni sociali, dei servizi di prossimità, dei legami con il quartiere, con il territorio e con le istituzioni. Un’azione che non è semplicemente confinabile nella nicchia delle politiche assistenziali rivolte alle fasce di povertà (vecchia e nuova) e di disagio sociale, ma che deve rivolgere l’attenzione ad esempio ai giovani e alle giovani coppie favorendo così l'equilibrio tra generazioni nei quartieri sempre più popolati da ultrasessantacinquenni.
L’aumento di chi ha visto peggiorare sensibilmente la sua condizione di vita richiede un potenziamento delle iniziative per quelle fasce di persone in condizioni di avere troppo reddito per la casa popolare, ma poco per un affitto di mercato; in tal senso affitti convenzionati e sostegno al pagamento del canone dei ceti deboli saranno le politiche prioritarie che continueremo a seguire.
La via rappresentata dal sostegno finanziario alla domanda, nei termini per così dire “classici” dei contributi per l’affitto o dei tanto dibattuti fondi di garanzia pubblici sui mutui ipotecari può essere valida, ma non va limitata solo a questo ambito d’intervento, con il rischio di rincorrere il mercato e assecondare la crescita dei prezzi. Per dare una risposta ai nuovi bisogni occorre sviluppare politiche abitative sul versante dell’offerta.
E sul lato dell’offerta andrà pertanto analizzato sia il comportamento degli attori e delle agenzie pubbliche, come quello degli attori sociali, e infine delle imprese del settore, cooperative e non. Sarà importante promuovere collaborazioni con i soggetti del mondo della cooperazione, associazioni del terzo settore, associazioni imprenditoriali e sindacali, settori della finanza etica, fondazioni bancarie, fondi immobiliari (che potrebbero essere coinvolti mediante un sistema di agevolazioni fiscali).
L’attuazione dei programmi per l’abitare richiederà il concorso anche di risorse private, che potranno partecipare alle iniziative di rigenerazione urbana e di riqualificazione di stabili da destinare all'affitto e al potenziamento delle attività di manutenzione straordinaria e recupero di edilizia pubblica.
L’operatore privato, grazie alla partecipazione pubblica che abbatte i costi d’investimento, potrà impegnarsi a concedere l’utilizzo integrale o parziale dell’immobile a canoni agevolati, percependo comunque una remunerazione congrua sui capitali investiti.
Anche l’introduzione di norme urbanistiche volte a incrementare la realizzazione di alloggi da destinare solo ed esclusivamente all’affitto rappresenta una modalità d’intervento opportuna. In particolare saranno studiate e introdotte modalità per l’incremento delle opportunità edificatorie condizionate all’applicazione di canoni moderati convenzionati con l’Amministrazione comunale.
La necessità di mettere a punto strumenti innovativi rende anche evidente l’esigenza di operare con una approfondita conoscenza delle dimensioni e delle caratteristiche intrinseche della domanda sociale presente nella realtà urbana; una esigenza tanto viva quanto quella di intervenire con una consapevolezza compiuta del peso che il settore residenziale assume nella costruzione della città e dei suoi valori funzionali e sociali.

Fare fronte ad una domanda sociale che presenta caratteristiche economiche, sociologiche e culturali molto più intricate rispetto al passato, richiede di porre mano al disegno di politiche pubbliche innovative. Un’azione orientata a questi scopi dovrà prevedere la costruzione innanzitutto di un affidabile quadro conoscitivo della domanda sociale di abitazioni che si esprime nel mercato, nei canali delle politiche pubbliche o che è implicita nelle condizioni di disagio esistenti o insorgenti.

Un programma che voglia operare in tal senso dovrà innanzitutto offrire una dimensione quantitativa al problema, nelle diverse ipotesi demografiche e di sviluppo della città che è oggi possibile individuare sulla base delle tendenze registrate e dei meccanismi in atto.
Le proposte che verranno così emergendo dovranno essere oggetto di una approfondita discussione dentro e fuori l’istituzione comunale, non solo per il significato urbanistico della politica della casa, ma anche per i suoi valori simbolico, sociale ed economico, tanto da rappresentare uno degli indicatori più espressivi dello stato di benessere della comunità urbana.
Obbiettivi a medio termine:

  • procedere alla definizione di una serie di misure integrate che rispondano al bisogno maggiormente sentito da molti cittadini con basso reddito e che abbattano le attuali forti spese di alloggio alberghiero da parte dell’Assessorato alle politiche sociali
  • confermare la scelta dell’alloggio di transizione come risposta ad un bisogno immediato e urgente attraverso: la scelta di appartamenti a dimensione ridotta,
    forme della coabitazione,l’accompagnamento della ricerca dell’abitazione
  • individuare una struttura capace di ospitare mini-appartamenti e procedere ad accordi con associazioni, enti e singoli cittadini per reperire alloggi sul mercato privato.