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Assetto organizzativo del Comune e centralità del cittadino

Il Comune, dopo molti anni caratterizzati da un tendenziale immobilismo, ha vissuto una stagione di riforme organizzative e di profondi cambiamenti che hanno toccato il modello dei servizi e conseguentemente la struttura nel suo insieme ed il personale a tutti i diversi livelli.
Molti servizi , innanzitutto , hanno cambiato “pelle“ per effetto del nuovo apporto delle tecnologie informatiche che hanno visto un costante investimento da parte dell’Amministrazione Comunale.
L’office automation è ormai una pratica diffusa presso quasi tutta l’organizzazione comunale e presso le strutture ad essa collegate con esperienze applicative di eccellenza quali ad esempio quelle che hanno portato alla realizzazione del SIT (Sistema informativo territoriale) messo a punto presso il servizio Urbanistica ed Edilizia oppure del nuovo sistema unico delle entrate comunali, realizzato recentemente da SPEZIARISORSE .
Occorre a questo punto completare il processo di informatizzazione di tutto l’ente, con investimenti dedicati al mondo web e soprattutto sul fronte dell’e-governement e dell’e-democracy in un percorso parallelo di crescente qualificazione del personale comunale.

Il modello dei servizi è inoltre profondamente cambiato per le scelte strategiche compiute dall’Amministrazione Comunale, che ha provveduto ad esternizzare alcune funzioni a favore di società pubbliche o a prevalente capitale pubblico.

L’organico comunale si è sensibilmente ridotto, e contemporaneamente ha visto elevarsi il livello di professionalizzazione e qualificazione dei dipendenti verso le categorie superiori, a riprova di un nuovo modello organizzativo che corrisponde  pienamente al disegno strategico portato avanti dalla amministrazione comunale in questi anni: un Comune  più leggero , ma soprattutto concentrato su alcuni servizi primari non esternalizzabili (in primis welfare e sicurezza urbana) e, più in generale, organizzato a svolgere funzioni di regolazione di un sistema allargato di servizi, piuttosto che di diretta erogazione degli stessi.
Non bisogna dimenticare che un processo così articolato di riorganizzazione della macchina comunale, sviluppato in un quadro positivo di relazioni sindacali, ha cercato anche di traguardare un altro importante risultato: il definitivo superamento delle situazioni di precariato lavorativo in essere presso il Comune.
Oggi la situazione è fortemente migliorata e di fatto sono quasi scomparse quelle posizioni di precariato che per anni hanno caratterizzato il modus operandi del Comune: è stato progressivamente riassorbito il bacino dei lavorativi ex–ASU  e sono stati risolti, anche di recente, quei casi residui di lavoratori in rapporto di collaborazione continuativa da più anni, che hanno trovato anch’essi una stabilizzazione professionale.
L’impianto organizzativo sin qui seguito, con il suo modello piramidale e la strutturazione per grandi aree, va sostanzialmente confermato,fatti salvi possibili miglioraenti connessi alle nuove esigenze politiche e organizzative dell’Ente,  in un quadro di rigorosa suddivisione di competenze tra l’organo di rappresentanza politica e la struttura tecnico-dirigenziale.
Dopo l’opera di alleggerimento complessivo degli organici degli ultimi anni , è necessario rinforzare i livelli dirigenziali e dei quadri direttivi del Comune mediante selezioni e progressioni interne ed anche tramite meccanismi di rotazione degli incarichi e il ricorso ad esperienze professionali esterne. Fondamentale sarà l’accrescimento e lo sviluppo di competenze di programmazione e di controllo, di relazione e di gestione di tutti i tipi di risorse, di lettura dei bisogni del territorio e del contesto socio-economico. In questa direzione sarà orientato il complesso delle politiche organizzative  e di gestione del personale sia in termini di formazione che di inserimento di nuove figure professionali capaci anche di garantire un ricambio generazionale oltrechè il potenziamento della dotazione di competenze ad alta qualità professionale.
Nel portare avanti un percorso di riforma della struttura e dell’organizzazione comunale si punterà dunque molto alla crescita e allo sviluppo professionale del personale da perseguire attraverso programmi di aggiornamento e formazione, affermando sempre rigorosi principi “meritocratici”.

La centralità del cittadino dovrà ispirare la logica di fondo dell’operato della macchina comunale. La partecipazione dei cittadini, il coinvolgimento e l’interazione, costituiscono un indirizzo fondamentale che deve ispirare profondamente le impostazioni organizzative dell’Ente. Tutto ciò avverrà attraverso la redazione di un Piano dell’Innovazione che svilupperà gli aspetti relativi alla semplificazione procedurale, alla modernizzazione della macchina, al miglioramento della comunicazione interna ed esterna con un forte investimento e potenziamento dei sistemi informatici. Coerentemente a questa impostazione verrà elaborato il progetto di uno sportello polifunzionale con l’obbiettivo di arrivare allo sportello unico della pubblica amministrazione. Tale strumento metterà in rete tutte le attività connesse ai servizi al cittadino da parte di enti e società creando un unico interfaccia. 

 L’Amministrazione doterà inoltre il Comune di un bilancio sociale nella prospettiva più generale della costruzione di un Ente sempre più vicino ai cittadini, capace di dialogare con i cittadini e i portatori di interesse. Fare  il bilancio sociale significa rendere più leggibile e trasparente l’azione amministrativa, dare ai cittadini strumenti in più per poter valutare e incidere sulle scelte. Per quanto riguarda il Comune della Spezia, è stata avviata una prima embrionale  sperimentazione con la stesura del bilancio di mandato. L’obbiettivo ora è compiere un vero salto di qualità per arrivare alla definizione di uno strumento e di un metodo di lavoro che consenta la realizzazione di una rendicontazione annuale ai cittadini

Al Consiglio Comunale si proporrà di provvedere alla nomina del Difensore civico comunale, proprio per garantire che l'azione della pubblica amministrazione sia efficiente ed efficace, imparziale e trasparente. Egli dovrà porsi come mediatore tra i cittadini e il Comune, con compiti di controllo sull'azione amministrativa; essere il garante dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione e tutelare il cittadino dagli abusi, dalle disfunzioni, dai ritardi, dalle negligenze commesse dall'Amministrazione Comunale.

Si completerà il quadro del riassetto dell’organizzazione dei servizi comunali, portando a compimento prioritariamente:

  • La riforma dei servizi correlati alla manutenzione urbana
  • La riforma dei servizi culturali e museali

La manutenzione urbana è una delle problematiche del Comune. Molti investimenti sono stati fatti sul fronte della riqualificazione del tessuto urbano (nel centro così come in buona parte della periferia), ma è tutt’ora rimasto non definito il quadro organizzativo e finanziario cui tendere per risolvere e soprattutto rilanciare in termini di efficacia ed efficienza un servizio così delicato per la cittadinanza. Su questo fronte occorre dunque un ulteriore sforzo nel segno dell’innovazione che preveda  comunque un forte coinvolgimento del sistema delle Circoscrizioni Comunali, chiamate a svolgere un ruolo  più attivo nel settore degli interventi nei quartieri.

Più vicino ad una definitiva sistematizzazione è invece il settore delle attività culturali e, in particolare, di quello più direttamente correlato alle strutture museali cittadine.
In questo settore è giunto il momento di procedere ad una definitiva razionalizzazione degli interventi.
L’Istitituzione per i Servizi Culturali, varata dal Comune nel lontano 1998, ha saputo salvaguardare la vita delle strutture in un momento difficile della vita amministrativa. Adesso bisogna traghettare l’assetto dei servizi culturali del Comune verso un nuovo modello che, grazie all’impegno congiunto di Comune, Provincia, Regione Liguria e Fondazione Carispe sarà incentrato sulla nuova e costituenda Fondazione partecipata prevista dalla recente normativa di settore.
Tale obbiettivo diviene oggi più vicino anche grazie alla decisione della Regione Liguria di dar vita ad una Fondazione regionale della cultura che parteciperà direttamente alla fondazione spezzina che peraltro contribuirà ad un processo di razionalizzazione accorpamento delle diverse realtà esistenti in campo museale.
Per quanto riguarda le attività dello spettacolo si avvierà l’iter per la definizione di una soluzione gestionale ottimale che in futuro guardi anche al raporto con altre strutture analoghe di ambito provinciale.