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Cicli Ambientali ed Energia

Il mantenimento sotto il controllo pubblico del servizio idrico integrato e della raccolta e smaltimento dei rifiuti è un valore da mantenere e consolidare; nel contempo si deve rafforzare il ruolo di indirizzo e controllo delle pubbliche amministrazioni nei confronti del soggetto gestore di tali servizi, Acam.
Gli organismi degli Ambiti Terroriali Ottimali dell'idrico e dei rifiuti dovranno dotarsi, a tale scopo, di strutture tecniche per garantire l'efficienza e l'economicità dei servizi oltrechè la massima sostenibilità ambientale nella gestione: in questo quadro dovrà essere attivato al più presto anche una revisione dei contratti di servizio e dei piani di investimento in essere per garantirne l'integrazione su scala provinciale ed il miglior rapporto tra costi e ricadute tariffarie sui cittadini.
Dovranno comunque proseguire ed essere portati a compimento gli interventi di allacciamento al depuratore delle utenze cittadine, anche come fattivo contributo delle amministrazioni pubbliche al processo di bonifica del golfo e sul versante del ciclo dei rifiuti dovrà essere completata l'impiantistica prevista dal Piano Provinciale e proseguiti i programmi di potenziamento della raccolta differenziata, anche con l'introduzione di servizi di raccolta "porta a porta" a partire dal centro storico cittadino.
Il tema energetico è un problema è di vitale importanza per il nostro paese e per il nostro territorio, sia dal punto di vista economico che ambientale.
Se infatti la risposta alla domanda di energia, a costi adeguati, è fattore indispensabile per la competitività del nostro Paese e del suo sistema produttivo, è evidente che tale risposta deve essere improntata sempre più alla sostenibilità ambientale ed all’efficienza del sistema energetico, rendendo maggiormente produttivo l'utilizzo delle risorse e proteggendo al tempo stesso l'ambiente e la salute.
Risponde a queste esigenze  la particolare attenzione posta alle energie alternative e rinnovabili ed ai biocombustibili.
Il nostro Comune ha già mosso alcuni passi in questa direzione, dalla predisposizione di un primo Piano  Energetico Comunale - discusso ed approfondito anche all’interno del processo cittadino di Agenda 21 - alla realizzazione di alcuni progetti pilota nei campi del solare termico, del fotovoltaico e della co-generazione, nell’ambito del Progetto Servizio Energia.
Tali programmi dovranno essere sviluppati ed estesi: è tra l'altro in corso un apposito studio di fattibilità, in collaborazione con Inps, per l'utilizzo dell'energia geotermica ai fini di riscaldamento e climatizzazione di tutti gli edifici della zona che va dal Palazzo del Comune ai giardini storici, sull'asse Via XIV Maggio-Viale Mazzini.
Sarà poi strategica la sinergia e partnership con Acam: l'azienda è già attiva nel settore delle energie rinnovabili nel campo dell'eolico, idroelettrico, fotovoltaico e della cogenerazione, con una produzione attuale di 10 GWh e ha programmi di sviluppo che prevedono di quintuplicare tale produzione, con un risparmio di oltre 20.000 tonnellate di carbone ed una diminuzione di emissione in atmosfera di oltre 50.000 tonnellate di CO2.
La Spezia sarà inoltre la prima città in Italia a sperimentare l'utilizzo del bioetanolo a partire dal trasporto  pubblico e dagli autoveicoli di proprietà della pubblica amministrazione, per estenderlo anche ai mezzi privati con una politica di incentivi: i biocarburanti sono considerati oggi possibile sostituto del petrolio nel settore dei trasporti. Attualmente il bioetanolo è uno dei pochi carburanti alternativi ottenibili a breve termine in quantità considerevole.

Per quanto riguarda la centrale termoelettrica Enel, l'obiettivo della dismissione del sito potrebbe aprire nuove prospettive strategiche di utilizzo del territorio e di conversione dell'economia cittadina: diventa allora importante perseguire quest'obiettivo per il futuro prossimo, plausibilmente entro il 2015, alla scadenza della prima Autorizzazione Integrata Ambientale attualmente in via di istruttoria presso il Ministero dell'Ambiente; già nell'immediato, comunque, la procedura di rilascio dell'AIA dovrà essere  l’occasione per rimettere in discussione l’impianto nelle attuale funzioni e caratteristiche: ridiscussione della potenza, della tipologia dei combustibili, delle tecniche di disinquinamento nonché della possibilità di investimenti in politiche energetiche territoriali a favore delle fonti rinnovabili  e del risparmio energetico.
In questo contesto dovrà essere altresì riconsiderata la questione della Convenzione relativa alla causa per il risarcimento del danno ambientale pregresso, tenendo in adeguata considerazione i nuovi criteri di definizione del danno ambientale stabiliti dalla recente normativa europea in materia, verificando il rispetto degli impegni a suo tempo assunti dall'Azienda nei confronti della città ed aggiornandone comunque i contenuti alla luce del confronto che si dovrà tenere in sede ministeriale.