Una città di mare
Per la città il mare diventa una risorsa produttiva, turistica, sociale e culturale. La Spezia vuole sfruttare a pieno la sua centralità nello scacchiere delle città mediterranee.
La crescita del livello di comunità e della consapevolezza di città permette di guardare con positività ad una convivenza tra le potenzialità che il mare offre nel campo della portualità, dei traffici marittimi, dei traffici passeggeri, della nautica, della vela, del turismo, della pesca e della mitilicoltura, della cultura interetnica e delle relazione tra i popoli che vivono sulle sponde mediterranee.
Lo stesso Piano Strategico individua il mare come un asse di fondamentale importanza e indica come prioritario l’obiettivo della riscoperta delle straordinarie e multiformi potenzialità di questa grande risorsa.
L’obiettivo è rilanciare il mare come grande opportunità di sviluppo legando le antiche tradizioni connesse al porto commerciale e alla cantieristica con le nuove del distretto della nautica, del turismo, delle crociere, dei porticcioli, ma anche di un Arsenale a una Base Navale più moderni, razionali ed efficienti e in grado di restituire spazi sottoutilizzati alla città.
La centralità del rapporto città mare ha determinato l’avvio delle strategie di recupero e di trasformazione urbana ed è proprio sul mare che la città oggi punta per ridefinire il proprio destino. Così si può già immaginare un centro città che torna a legarsi al suo mare con l’apertura di Molo Mirabello e il recupero di Calata Paita dove troveranno posto alberghi, ritrovi, stazione marittima e un grande contenitore culturale, un segno urbano forte e innovativo, dedicato al Golfo dei Poeti. Il nuovo affaccio al mare sarà accompagnato da un ripensamento del ruolo e delle caratteristiche di Viale Italia.
Quello del progetto del nuovo waterfront cittadino e del recupero della Calata Paita saranno i più significativi progetti che interesseranno questo mandato amministrativo.
La città avrà una grande opportunità di sviluppo economico e turistico in conseguenza dell’avvio di questi progetti.
Per la Calata Paita a settembre si chiuderanno i lavori della Commissione per la scelta del progetto vincitore dopodichè la città sarà chiamata a discutere i vari aspetti del progetto, ad operare per il suo miglioramento e la sua armonizzazione con la città.
La Spezia sarà sempre più “porta” di accesso ai luoghi di pregio che la circondano, non più semplice passaggio, ma centro vivo e di qualità dal quale raggiungere le Cinque Terre, il Golfo dei Poeti, la Versilia, la Lunigiana, le isole. Un porto, dunque, che deve saper convivere con le vocazioni nuove ed emergenti delle modernità, a cominciare dalla nautica da diporto e dalla vela.
La Spezia, città di Exodus e “Porta di Sion”, Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica al merito civile per l’aiuto prestato ai profughi ebrei nel dopoguerra, tende sempre più a svolgere un ruolo di pace e di cerniera tra i popoli nel Mediterraneo, come confermato dalla recente conferenza europea dedicata ai rapporti con le città di Haifa (Israele) e Jenin (Palestina), quale concreto contributo alla pace. Già protagonista di iniziative culturali ad Alessandria d’Egitto, Atene e Nicosia tramite il Comitato Culture dei Mari, negli ultimi tempi il Comune si è concentrato sul Medio Oriente tenendo una serie di mostre a Haifa e costruendo il centro giovanile di Jenin.
Volendo mantenere fede al senso di solidarietà manifestato dalla città verso gli scampati ai lager nazisti, La Spezia organizza ogni anno il Premio Exodus dedicato alla interculturalità, il Festival R-Umori Mediterranei e si avvia a costituire l’Archivio Exodus al fine di conservare la memoria di quel periodo cruciale in cui dalle nostre banchine presero il largo importanti navi come il Fede, la Fenice e la Exodus, diventata il simbolo di ogni migrazione. Per quest’anno è previsto un importante meeting dedicato a Exodus nel mese di novembre ed inoltre il Comune patrocinerà un evento analogo che si terrà a luglio a Marsiglia dove verrà esposta la mostra “La Spezia città di Exodus”.


