Lo sguardo delle donne
Il punto di vista delle donne dovrà costituire una sorta di “lente” attraverso la quale giudicare la qualità dello sviluppo urbano, la sua sostenibilità sociale e ambientale.
Non solo più servizi, un’organizzazione dei tempi e della vita della città più vicina all’esigenze della donne, ma un vero e proprio piano delle donne per la città. Un grande momento partecipativo che porti le donne a essere l’unità di misura della qualità dello sviluppo della città. Un momento importante di mobilitazione di energie e di coinvolgimento di competenze capace di imprimere una vera spinta di innovazione al disegno complessivo di crescita della comunità.
Obbiettivi di medio termine:
- Sottoscrizione della “Carta europea per l’uguaglianza e la parità tra donne e uomini nella vita locale”, elaborata da Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, ed adozione e attuazione del relativo “Piano d’azione per la parità”.
- Iniziative per la diffusione della cultura di genere ed il superamento degli stereotipi di genere, in particolare nelle scuole e nella comunicazione istituzionale, sia interna all’ente che verso il pubblico.
- Sviluppo degli interventi di prevenzione della violenza di genere e delle misure a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza:
- attivazione e partecipazione alla Rete tra Istituzioni e Associazioni di contrasto alla violenza contro le donne
- sostegno e potenziamento del Centro Antiviolenza, quale punto di ascolto e di sostegno alle vittime e per iniziative di prevenzione e sensibilizzazione della violenza di genere
- attivazione di progetti e iniziative di prevenzione del fenomeno, in particolare nelle scuole
- Sviluppo delle iniziative e rivisitazione/consolidamento degli interventi contro il fenomeno della tratta di esseri umani (progetto “Lucciola”).
- Avvio dell’iter per l’adozione del Bilancio di Genere (Gender budgeting), quale strumento di valutazione dell’impatto sul genere – sugli uomini e sulle donne – delle politiche di bilancio
- Prosecuzione del percorso volto ad orientare la politica delle risorse umane dell’ente in un’ottica di genere attraverso:
- la redazione periodica delle statistiche del personale che tengano conto dell’ottica di genere
- l’effettiva costituzione ed il funzionamento del C.P.O.
- l’adozione di Piani triennali di Azioni Positive volte a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione di pari opportunità all’interno dell’ente.
- Sviluppo delle iniziative e degli interventi a favore della condivisione dei tempi di cura e della conciliazione tra tempi di lavoro e di cura:
- iniziative di sensibilizzazione e diffusione dell’informazione sugli strumenti offerti dalla legge 53/2000 (congedi parentali, familiari e formativi; flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro: part time reversibile, telelavoro, orario flessibile in entrata e in uscita, banca delle ore, ecc.)
- potenziamento dei servizi a supporto della genitorialità
- sperimentazione di misure di sostegno finanziario ( es. voucher per l’acquisizione di servizi)
- promozione e sostegno delle “Banche del tempo”
- adozione del “Piano territoriale degli orari della città”, secondo quanto previsto dalla legge 53/2000.


