Politiche finanziarie e fiscali
In questo momento politico, il problema della pressione fiscale complessiva posta a carico dei cittadini (IRPEF, IVA, ICI, TIA etc.), anche a fronte del diminuito potere di acquisto, registrato dopo l’introduzione dell’Euro, dei redditi in generale e dei redditi da lavoro dipendente e delle pensioni in particolare, si colloca in primo piano non soltanto sulla scena nazionale ma anche e soprattutto sulla scena del governo locale.
Non è certo difficile comprendere, infatti, come la vicinanza politica, amministrativa e finanche fisica tra il Comune, il suo territorio e i cittadini che vi abitano renda particolarmente tangibile l’impatto e le conseguenze che ogni scelta relativa all’imposizione fiscale implica sulla vita dei singoli e delle realtà economiche della città.
Di conseguenza, a fronte della necessità di raggiungere gli obiettivi programmatici più importanti, quali:
- la riduzione del carico fiscale sulla prima casa, in particolare per quanto relativo all’ICI
- la sostanziale esenzione delle famiglie meno abbienti sia dall’ICI che dalla TIA, anche attraverso l’erogazione di contributi finalizzati ad “ammortizzarne” gli effetti
- l’attività di reperimento di maggiori risorse attraverso il migliore utilizzo di altri strumenti fiscali
- il raggiungimento di una maggiore perequazione, anche attraverso l’introduzione generalizzata, seppure graduale, dell’ISEE per tutti i servizi a domanda individuale
- il recupero di risorse “giacenti” nei mancati o ritardati rinnovi di concessioni e nei residui attivi già presenti nel bilancio comunale
- la tutela del patrimonio pubblico, sia attraverso una sua complessiva valorizzazione, sia attraverso un suo più generale aumento, soprattutto mediante il recupero delle aree militari dismissibili e così strategiche per lo sviluppo economico della città.
Diventa prioritario perseguire un ulteriore obiettivo complessivo, che si concretizza nella massima attenzione possibile nei confronti del cittadino, il quale, oggetto di prelievo fiscale, dovrà poter contare sulla massima efficienza dei servizi comunali, sia quando siano forniti direttamente dalla struttura comunale strettamente intesa, sia quando siano assicurati dalla società a prevalente capitale comunale Spezia – Risorse, che deve sempre più configurarsi come un “braccio operativo”, specializzato nella gestione delle entrate, del Comune della Spezia.
Il Comune deve ribadire quotidianamente il ruolo fortemente integrato, fin quasi a coincidere, della Società con gli obiettivi dell’Ente Locale: riuscire in questo intento significherà fornire un migliore servizio ai cittadini, ai quali deve essere assicurata la possibilità di cogliere nella nostra Società tutte le opportunità, che forse allo stato non sono ancora del tutto espresse, per raggiungere la maggiore semplificazione possibile nell’adempimento degli obblighi fiscali. Ma in questo modo sarà anche raggiunto l’obiettivo fondamentale di migliorare il rapporto stesso tra cittadini e società, implicitamente migliorandone l’immagine e la mission.
Se questo costituisce uno degli obiettivi prioritari del Comune della Spezia, è altrettanto ovvio che quest’ultimo non si sottrarrà alla acquisizione degli strumenti che si rendessero necessari, quali una migliore collocazione logistica di Spezia – Risorse, che consenta di assicurare a ciascuno dei nostri concittadini tutti gli spazi fisici e tutte le attenzioni tecniche che gli sono dovute, che ci permetta di dotare la Società di ogni strumento informatico necessario, che realizzi quella rete di dati che ci consenta di ridurre ad un valore fisiologico gli errori e i disagi lamentati dagli utenti del servizio stesso.
PATRIMONIO
Il Comune della Spezia si avvia, nel corso di questa legislatura, a mettersi fortemente in gioco sul terreno della acquisizione e della gestione del patrimonio immobiliare disponibile.
La rivalutazione del patrimonio immobiliare, già iscritta nel bilancio comunale, dovrà avere come finalità non soltanto un più generale recupero di risorse finanziarie, ma soprattutto la “depurazione redditizia” di quelle poste patrimoniali non fondamentali all’Ente per l’erogazione dei suoi servizi al cittadino: si tratterà sostanzialmente di distinguere quella quota del patrimonio immobiliare necessaria alla qualità della vita della città ( questa parte del patrimonio dovrà essere complessivamente in adeguato stato manutentivo ed in grado di assicurare al cittadino la migliore “condizione ambientale” necessaria al soddisfacimento delle sue esigenze), dalla quota destinata invece alla immissione sul mercato immobiliare, che dovrà essere quindi prima adeguatamente valorizzata e che, rispetto al bilancio comunale, avrà una funzione più squisitamente economica.
CONTROLLO DI GESTIONE
Le modalità attualmente utilizzate nello svolgimento del controllo di gestione, pur ampiamente soddisfacenti, possono essere ulteriormente migliorate, anche nel breve termine, per consentire di sottoporre alla valutazione costi/benefici il maggior numero di servizi dell’Ente.
Fondamentale è stato (e sarà ancora di più in futuro) l’utilizzo di sistemi informatici creati “in casa” e quindi particolarmente funzionali alle nostre esigenze.
Nevralgico dovrà essere il continuo monitoraggio delle entrate tributarie ed extratributarie, che così grande rilevanza hanno per il complesso delle entrate dell’Ente (60% di entrate proprie), sia allo scopo di evitare il consolidarsi di sacche di evasione, sia per il miglioramento della nostra situazione complessiva di cassa in relazione alla normativa vigente in materia di Patto di Stabilità Interno. Anche questo ci consentirà di perseguire più efficacemente l’obiettivo primario della perequazione fiscale.


