Il porto
Il porto della Spezia rappresenta per il città la più grande industria spezzina, sia per valore della ricchezza prodotta che per numero di occupati. Nonostante i ritardi accumulati nell’avviare gli interventi di adeguamento della struttura richiesti dal mercato, il Porto della Spezia ha registrato ininterrottamente dal 1997 una crescita dei traffici, anche negli anni in cui molti porti italiani hanno cominciato a perdere quote di mercato e competitività. Oggi è il terzo porto italiano, specializzato nel traffico contenitori. Dopo l’avvenuta approvazione del Piano Regolatore Portuale, potranno finalmente essere avviati i lavori e gli investimenti di potenziamento e ampliamento delle strutture portuali in esso previsti, primi fra tutti l’avvio delle bonifiche nello specchio acqueo antistante il Molo Garibaldi e il canale di accesso.
L’impegno dei prossimi anni dovrà concentrarsi sui seguenti punti:
- “Ambientalizzazione” delle attività dello scalo marittimo con il contesto abitativo circostante attraverso la costruzione della fascia di rispetto e l’utilizzo sempre crescente della ferrovia per il trasporto delle merci
- Realizzazione del Piano Regolatore Portuale, con il previsto ampliamento a mare delle attività portuali e il trasferimento della Marina del Canaletto e la costruzione della Marina del Levante
- Costruzione di tutte le infrastrutture di supporto ai traffici in entrata e in uscita allo scalo mercantile, come le rampe di accesso e di collegamento con l’autostrada e il completamento del raddoppio ferroviario della Pontremolese nei tratti mancanti
- Potenziamento del porto spezzino con lo sviluppo delle attività logistiche, non solo con il pieno funzionamento del distripark di Santo Stefano Magra, i cui collegamenti ferroviari dovranno essere intensificati, ma anche con la promozione di una più ampia alleanza e forte sinergia con i retroporti di Parma e Verona
- Valorizzazione delle nuove vocazioni produttive e turistiche che nasceranno negli spazi liberati dall’attività commerciale del porto, e quindi con il recupero di Calata Paita e la realizzazione di porticcioli nautici lungo la linea di costa
- Promozione di una sempre più stretta collaborazione con l’Autorità Portuale, anche rispetto alla necessità di una riforma complessiva del sistema portuale italiano (revisione della Legge 84), che garantisca una maggiore autonomia finanziaria delle autorità portuali, riconosca un ruolo strategico degli enti territoriali locali e soprattutto riesca a sviluppare maggiormente una logica di sistema non solo tra i porti italiani ma anche tra porti e retroporti.


