La sussidiarietà e la partecipazione alla programmazione
In questo campo rientrano quelle attività che favoriscono, così come espresso dallo spirito e dalla lettera dell’art. 118 della Costituzione, “l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Si richiamano quindi iniziative già praticate quali la costituzione di conferenze territoriali e di consulte (Handicap, Comunità religiose) o di programmi specifici (Programma di intervento a contrasto delle disuguaglianze e delle povertà), le attività ricomprese nell’ambito del progetto Città dei Bambini o nelle attività sviluppatesi a livello di singolo quartiere. Un campo d’azione da ampliare favorendo forme di cittadinanza attiva che possano contribuire a radicare un diffuso senso di appartenenza e a rendere più visibili determinati bisogni. Un particolare riferimento va alle fasce giovanili della popolazione che presentano forti richiami al senso di appartenenza (al gruppo, alla comunità locale, allo sport, alla società) che richiede, per manifestarsi, il riconoscimento di uno status, di una cittadinanza sociale, che ancora appare sfumata, difficile da decifrare, che a volte presenta sintomi di malessere, di disagio, favorendo una percezione distorta della questione giovanile.
Il richiamo ad una responsabilità diffusa di cittadinanza può costituire un terreno favorevole per garantire la partecipazione degli attori, pubblici e privati, alla programmazione del sistema di welfare locale: un’azione di “governo” caratterizzata da precise assunzioni di responsabilità da parte degli attori stessi (capaci quindi di contribuire al processo mettendo in gioco risorse proprie) espressa attraverso un processo decisionale capace di esprimere delle priorità in termini di bisogni. Una definizione quindi di risposte possibili ai bisogni ritenuti prioritari, espresse e inquadrate in un Piano Regolatore Sociale che sia capace di agire realmente nelle pratiche quotidiane.
Questa è la strada già intrapresa attraverso la costituzione di cosiddetti “tavoli”: il programma di interventi a contrasto alle disuguaglianze ed alle povertà, come la Conferenza territoriale dell’handicap e della salute mentale, costituiscono in tal senso esperienze già consolidate che hanno ottenuto significativi risultati in termini di analisi dei bisogni, definizione di priorità e programmazione di interventi. La natura partecipata di tali organismi richiede comunque una robusta azione di coordinamento e gestione delle comunicazioni, necessaria a governare la complessità di contesti eterogenei, rispondenti a culture, non solo professionali differenti, incanalando i singoli contributi verso obiettivi realmente raggiungibili e verificabili a medio termine.
Obbiettivi a medio termine:
- Piano Regolatore Sociale
Avviare in tempi brevi le procedure per tracciare le linee del Piano Regolatore Sociale per:- favorire lo sviluppo di un welfare comunitario
- realizzare una protezione sociale attiva
- mettere in campo, in maniera integrata, servizi, opportunità, sostegno economico.
Azioni:
Lettura della domanda, coinvolgimento attori sociali. Individuazione dei principi e degli obiettivi. Definizione delle azioni di sistema. Promozione di diritti sociali e responsabilità. Implementare le azioni contro ogni forma di esclusione.
- Area minori e adolescenti
E’ questo l’ambito a cui, nei prossimi anni, sarà rivolta particolare attenzione. Saranno dunque implementati i servizi e le attività con l’obiettivo, in primo luogo, di costruire una più forte relazione e collaborazione con il mondo della Scuola e con i diversi soggetti educativi del territorio e si procederà alla costruzione un sistema capace di porsi in ascolto e di dare risposte ai bisogni e alle richieste di ragazzi e adolescenti. In particolare sarà attivato un progetto sperimentale innovativo sull’accoglienza di bambini immigrati in collaborazione con le diverse Istituzioni del territorio e della Facoltà di Scienze dell’Educazione di Genova. Saranno inoltre promossi e rinforzati gli interventi e le proposte che facilitino la socializzazione, l’inclusione e l’integrazione. Inoltre sono previste azioni di accompagnamento all’età adulta, di prevenzione e di contrasto all’abbandono scolastico. - Ascoltare ed accogliere
Definire una serie di interventi strutturali, procedurali e metodologici per:- fornire al cittadino una corretta informazione sulla rete sociale e socio-sanitaria e su prestazioni e servizi
- riconoscere l’individualità del bisogno e garantire un percorso assistenziale personalizzato
- promozione della Carta dei Servizi
- rivisitazione e miglioramento dei servizi di accoglienza e di informazioni (sito, centralino, front-office, etc.)
- inserimento di nuove professionalità in grado di ampliare e integrare l’azione del Segretariato Sociale e di rispondere ad un bisogno sempre più complesso e articolato.
- Area minori, adolescenti e famiglie
E’ questo l’ambito a cui, nei prossimi anni, sarà rivolta particolare attenzione. Saranno dunque implementati i servizi e le attività con l’obiettivo, in primo luogo, di costruire una più forte relazione e collaborazione con il mondo della Scuola e con i diversi soggetti educativi del territorio e si procederà alla costruzione un sistema capace di porsi in ascolto e di dare risposte ai bisogni e alle richieste di ragazzi e adolescenti.
In particolare sarà attivato un progetto sperimentale innovativo sull’accoglienza di bambini immigrati in collaborazione con le diverse Istituzioni del territorio e della Facoltà di Scienze dell’Educazione di Genova.
Saranno inoltre promossi e rinforzati gli interventi e le proposte che facilitino la socializzazione, l’inclusione e l’integrazione. Inoltre sono previste azioni di accompagnamento all’età adulta, di prevenzione e di contrasto all’abbandono scolastico.
Sarà dato ulteriore incremento all’azione a tutela dei bambini e di protezione da ogni forma di abuso e di violenza; saranno potenziate le forme di sostegno a genitori e famiglie che affrontano momenti di particolare difficoltà sia attraverso i servizi che attraverso la costituzione di una rete di famiglie. - Anziani
Compiere una profonda analisi dell’esperienza dei Centri sociali anziani e produrre strategie che conducano a graduali trasformazioni in direzione:
dell’aumento di relazione e di scambio di attività e di soci dei diversi centri;
di una maggiore sinergia con il territorio in cui sono situati;
dello sviluppo di azioni con il mondo dei bambini e degli adolescenti;
di far crescere la solidarietà e azioni positive verso l’esterno e tra i frequentanti dei centri;
di promuovere una socialità più ampia;
di valorizzare la creatività e le capacità dei soci.
Costruire una forte collaborazione con i diversi soggetti sociali del territorio con l’obiettivo di creare un coordinamento di azioni quale primo passo per la realizzazione di una robusta rete cittadina capace di rispondere, in modo diverso ma integrato, alle diverse esigenze e ai bisogni degli anziani. - Disabili
Porre al primo posto degli interventi la questione della mobilità e dell’accessibilità quale presupposti fondamentali per una piena inclusione. Lavorare con forza al consolidamento dell’impegno per l’eliminazione delle barriere architettoniche e affinché si proceda all’introduzione di azioni e strumenti che abbattano le molteplici barriere sensoriali e facilitino la mobilità di tutti i cittadini.
Consolidare il ruolo della Conferenza territoriale dell’handicap. - Promuovere iniziative ed una forte pressione nei confronti dell’Asl affinché anche nella nostro territorio siano attivi spazi e servizi capaci di rispondere alle richieste dei familiari e degli utenti dei servizi di salute mentale (Day hospital, Sepe, Centro diurno, alloggi protetti…).
- Azioni di inclusione
A contrasto della povertà: continuare e potenziare l’azione del “Programma di intervento….” e attivare forme di microcredito.
Politiche a favore dell’integrazione di persone immigrate: sviluppare azioni verso i minori e a favore di un ricongiungimento “guidato” che possa ridurre l’impatto tra i nuovi arrivati e la realtà sociale.
Iniziative a favore della conoscenza e della diffusione della “carta dei valori, della cittadinanza, dell’integrazione”
Particolare attenzione sarà rivolta alle azioni in favore delle popolazioni rom attraverso:
la ristrutturazione, la regolamentazione e una nuova modalità di gestione del campo di sosta,
il sostegno e l’accompagnamento verso unità abitative stabili,
le attività di inserimento scolastico e di socializzazione dei bambini.
Attivare iniziative, attraverso una forte sinergia e l’immissione di modalità innovative di rapporto e di lavoro con il Centro per l’impiego, per introdurre modalità di orientamento e di bilancio di competenze che facilitino percorsi professionalizzanti e l’inserimento lavorativo delle fasce di cittadini più deboli (disabili fisici e psichici, ex carcerati, tossicodipendenti….)
Per lo sviluppo di tali politiche è tra l’alto necessario promuovere un maggiore impiego di figure professionali altamente qualificate in grado di integrare e di interagire con le assistenti sociali e dare maggiore forza ai percorsi di accompagnamento verso il lavoro, l’inserimento scolastico, la ricerca di un’abitazione, il superamento di conflitti personali e sociali.


