Il progetto
Il progetto di cooperazione decentrata negli ambiti socio- educativo e socio-economico presso il Centro Giovanile Sharek a Jenin (Palestina) nasce dalla volontà di superare il concetto classico di cooperazione internazionale per promuovere quello di cooperazione decentrata, cioè creare e rafforzare il rapporto tra soggetti omologhi - enti locali, associazioni, cittadini - attraverso lo sviluppo di progetti condivisi.
La base concettuale del Progetto è costituita dal testo del documento proposto dal Comitato Spezzino per la Cooperazione Internazionale”, discusso ed approvato dalla delegazione di Jenin e dai rappresentanti della Città della Spezia, durante i lavori della Conferenza europea per la Pace in Medio Oriente, svoltasi a La Spezia l’11-12 aprile 2007.
L’obiettivo è quello di attivare attraverso il Centro Sharek iniziative culturali e progetti economici da sviluppare sul territorio, rivolti ai giovani e da loro cogestiti.
Si tratta della realizzazione di 10 progetti pilota (destinati a 30 giovani, in situazione di rischio sociale, ragazze\ragazzi provenienti sia dell’area di Jenin sia dal campo profughi) da svolgersi presso altrettanti artigiani\e locali (definiti persone-risorsa) selezionati in base alle loro capacità professionali, di innovazione nel loro ambito lavorativo e di buone capacità relazionali. Presso ogni artigiano\a svolgono attività un gruppo di circa 5 ragazzi\e (seguiti da un operatore locale per gruppo, una sorta di tutor, selezionato all’avvio del progetto) che, una volta terminato il tirocinio lavorativo, saranno in grado di svolgere autonomamente l’attività sia in senso tradizionale sia in direzioni innovative. Sono in corso di realizzazione, inoltre, due progetti interni al centro Sharek, in collaborazione con associazioni e professionisti locali, ciascuno destinato ad un gruppo di volontari.
Nel corso del progetto, gli operatori locali di base stanno sperimentando metodologie utili a seguire i giovani in progetti più personalizzati, progetti-pilota a breve termine, riguardanti l’apprendimento professionale e l’inserimento lavorativo in strutture ed aziende, i cui responsabili si sono resi disponibili a partecipare a tali programmi di sviluppo.
Per i giovani, che partecipano ai progetti-pilota, si tratta di migliorare, lavorando nelle aziende, le proprie specifiche capacità professionali e gestionali.
I progetti-pilota avviati e concordati con gli imprenditori prevedono:
- da un lato, l’inserimento diretto in azienda di giovani per programmi di addestramento professionale (tecnico e gestionale), seguendo precisi cronogramma;
- dall’altro, un programma di sostegno alle aziende per ridurre le maggiori criticità, a partire dalle diverse fasi del processo produttivo (approvvigionamento, produzione, vendita).
Ciò viene realizzato, ad esempio tramite l’acquisto di attrezzature, la fornitura di materie prime, l’acquisizione di tecniche di produzione e/o gestionali. Si tratta dell’avvio di un “percorso virtuoso”, graduale, che ha come obiettivo l’incremento delle entrate, al fine di poter riservare quote sempre più rilevanti al risparmio, condizione primaria dell’”autonomia”.
Per lo svolgimento del progetto il Comune si avvale del contributo del “Comitato spezzino per la cooperazioone internazionale e l’educazione alla mondialità” – gruppo di lavoro Jenin e dell’ONG Servizio Civile Internazionale (SCI) che ha provveduto a formare e selezionare gli operatori spezzini che stanno partecipando al progetto.
Il Progetto è cofinanziato dalla Regione Liguria e da un partenariato fra Enti Locali spezzini composto dal Comune della Spezia – soggetto promotore e capofila – il Comune di Castelnuovo Magra, il Comune di Lerici, il Comune di Ortonovo, il Comune di santo stefano di Magra, il Comune di sarzana, il Comune di Vezzano Ligure e la Provincia della Spezia.


