Gli artigiani

artigianiRappresentano le cosiddette “persone-risorsa” disponibili a tenere “a bottega” un gruppo di 4-5 ragazzi e ragazze per trasferire parte delle loro competenze ed accompagnarli nel percorso di apprendimento.
Sono stati selezionati sulla base delle caratteristiche di: umanità e professionalità; attuale condizione economica dell'attività; capacità imprenditoriale e possibilità di espansione aziendale; creatività professionale; interesse e disponibilità alla condivisione e alla partecipazione al progetto.

vasiAhmad Fahuri, ceramista - Maestro del progetto pilota “Forme concrete”

Unico ceramista della Cisgiordania (forse con solo un altro collega), vive a Jaba, villaggio a circa 25 minuti da Jenin. Lavora in un piccolo laboratorio, una sorta di cantina interrata, e produce oggetti tradizionali (vasi, brocche, tazze, posacenere, salvadanai, tamburi, lampade ad olio, ecc.) con diversi tipi di terracotta. Gli oggetti non sono dipinti ma hanno piccoli decori realizzati con semplicissimi strumenti. Sembrano molto apprezzati sul mercato palestinese. Ha il forno di cottura sopra il laboratorio (forno tradizionale, di pietra) che utilizza due volte al mese. Il suo lavoro è molto bello ed affascinante.

sessione di truccoNasser Zakarni, parrucchiere e specializzato in make-up per cerimonia - Maestro del progetto pilota “Specchi e trucchi”

Ha già esperienza di lavoro con ragazzi in praticantato presso di lui; grazie anche ad alcune sue collaboratrici, il progetto–pilota è destinato alla formazione di truccatrici esperte e di barbieri per uomo.

Haifa Damajd, ricamatrice - Maestra del progetto pilota "D'ago e filo"

Haifaha svolge la sua attività nel campo profughi della città (in particolare presso l'associazione "Not to forget", dove opera come volontaria per attività di supporto sociale verso le donne) insegnando il ricamo tradizionale. Il suo lavoro esprime particolare perizia ed accuratezza, nonché grande attenzione a innovazione e confezionamento dei prodotti. Anche la sua attività permette collaborazioni con altri artigiani e quindi l'opportunità di offrire alle giovani destinatarie del progetto ulteriori competenze e sbocchi professionali.

Fatima Sheeh, produttrice di saponi - Maestra del progetto pilota “Profumi d'ulivo”

Realizza saponi e altri prodotti cosmetici a base di olio di oliva nel suo laboratorio nel villaggio di Missilija. Il progetto–pilota permetterà l’acquisizione di tecniche produttive e sperimentazione di prodotti innovativi (saponi con essenze, saponette decorative con fiori secchi), anche in relazione ad altri artigiani coinvolti.

laboratorio di sartoriaFatima Arcaui, sarta - Maestra del progetto pilota “Fili futuri”

Ha un piccolo laboratorio in un quartiere cittadino presso il quale svolge la sua attività sartoriale e dove due volte per settimana hanno luogo corsi di formazione in ricamo e cucito. Le donne, lavorando presso le loro abitazioni, realizzano abiti, portamonete, borse ed altri oggetti in stoffa secondo lo stile del ricamo tradizionale; prodotti che vengono destinati al mercato locale. Al corso afferiscono donne provenienti dai villaggi vicini mentre le lezioni sono condotte da un'insegnante non solo esperta ma membro dell'associazione femminile palestinese Association of Women Committees for Social Work (AWCSW), organizzazione conosciuta nella propria sede a Ramallah. Va da sé che il laboratorio non solo è di cucito ma di discussione e pratica sui diritti delle donne e i diritti umani in generale.

Khaldia Abed, ricamatrice - Maestra del progetto pilota "Intrecci di tele - Khesch"

Khaldia è un'artigiana specializzata nel ricamo e nella lavorazione di tela grezza (khesch) abbinata a materiali quali spighe di grano, fiori essiccati, cordonati, raffia, per la realizzazione di oggettistica da regalo. Il suo lavoro, pur attingendo e proseguendo la tradizione palestinese del ricamo e dell'intreccio, introduce elementi di innovazione e creatività che possono rivelarsi interessanti non solo per il mercato locale; i prodotti da essa ideati e sviluppati possono infatti essere messi in relazione con il lavoro di altri artigiani (come la produttrice di saponi, il ceramista) andando a potenziare le attività proposte nei progetti pilota.

vasoAzam Sadi, artigiano-fioraio - Maestro del progetto pilota “L’artifioraio”

É in realtà un creativo geniale, intuitivo ed abile artigiano, con spiccate capacità impreditoriali, attivo nel centro di Jenin. Ha a sua  disposizione sia un negozio di fiori freschi (e questo nella zona rappresenta un forte elemento di novità poiché solitamente sono utilizzati fiori artificiali, in plastica o tessuto) sia un laboratorio artigianale in cui prepara oggetti in legno (tale materiale è recuperato nel territorio circostante). Molti oggetti da lui riprodotti sono di piccolo antiquariato traente spunto dalla tradizione artigianale palestinese, avvalendosi di attrezzi da lavoro recapitati da paesi europei oppure direttamente da lui inventati e realizzati (incisori, trapani, scalpellini a diverse punte, ecc.).

laboratorio di falegnameriaMansour Zakarni, falegname - Maestro del progetto pilota “Baba Gepetto”

Attivo nel suo laboratorio in Jenin, lo incontriamo grazie alla visita all'associazione Not to for get, nel campo profughi. Per l'associazione realizza e ripara gli arredi molto belli ed adeguati del centro infanzia aperto nella loro sede. Il progetto pilota si basa sulla produzione di arredi e giochi per la prima infanzia destinati al mercato ed ai centri educativi locali.