Il gruppo di formazione
Rappresenta il motore operativo del progetto: è costituito da tre operatori palestinesi e due italiani nelle persone di Maysoun Dawoud, Tariq Musaffer, Kifah Abu Srur, Tiziano Ferri e Simonetta Musetti. Insieme ai due “gruppi di lavoro” formalmente costituiti (uno a Jenin e l’altro a La Spezia) guida tutte le fasi del progetto. Elemento fondamentale e costante del progetto è infatti la condivisione di ogni passaggio, di ogni scelta. Il gruppo di formazione inizia a lavorare, in un dialogo a distanza (con contatti telefonici e via e-mail) già dalla nomina dei componenti, cominciando a raccogliere i primi dati necessari all’avvio del progetto.
Durante la prima fase del progetto (Maggio-Giugno 2009), con l’arrivo a Jenin dei due operatori italiani accompagnati dal Sindaco della Spezia e dal rappresentante dell’A.N.P. per il nord Italia Hani Gaber, il gruppo di formazione inizia il lavoro fianco a fianco; sono inizialmente definiti i criteri per la selezione degli operatori locali di base e dei giovani destinatari del progetto, mentre contemporaneamente sono effettuate le visite e gli incontri con gli artigiani per selezionare quelli ritenuti idonei alle esigenze del progetto. Si svolgono incontri regolari per verificare e fissare i vari passaggi previsti nella prima fase del progetto. Infine, il gruppo predispone schemi di intervento formativo con gli operatori di base ed individua i progetti pilota teorico-pratici, il tutto presentato ed approvato nello Studio di Fattibilità di fine Giugno.
Attualmente il gruppo di formazione sta svolgendo le attività previste nella seconda fase del progetto (che vede la presenza dei due operatori a Jenin da fine settembre a fine novembre 2009). I giovani tirocinanti sono destinati ai vari laboratori ed affiancati dagli operatori locali. Sono attualmente in corso 6 laboratori nella città di Jenin (uno dei quali all'interno del campo profughi) e 2 nell'area circostante (nei villaggi di Jaba' e Missilya). Si stanno svolgendo incontri periodici con il gruppo degli operatori locali allo scopo di valutare l'andamento dei progetti pilota. Sono allo studio le modalità di attuazione degli altri due progetti pilota previsti per la terza fase, che andranno ad intrecciare le attività della sarta e del falegname, e destinati alla realizzazione di giochi e materiali sia per il mercato locale sia in supporto delle attività previste all'interno di "Dire, fare, giocare". Quest'ultimo è uno dei due progetti interni al Centro Sharek e sono attualmente in corso le lezioni di formazione per esso previste. Per quanto riguarda l'altro progetto interno, "Memoria viva", i formatori che hanno dato la loro collaborazione (il giornalista Ali Samoudi e Farah e Fadhi Natour di Farah TV) stanno organizzando le attività ed è in fase di costituzione il gruppo dei volontari.


