Nasce la Consulta delle Religioni
Dopo Roma e Genova, La Spezia è la terza città italiana ad istituire una Consulta delle Religioni. La mattina di mercoledì 24 maggio, nella Sala giunta di Palazzo Civico è stato infatti sottoscritto il Protocollo di Intesa che ne sancisce ufficialmente la nascita, alla presenza del Sindaco Giorgio Pagano ed i rappresentanti di undici Comunità Religiose presenti in città. Obiettivo della Consulta è quello di favorire la collaborazione tra Amministrazione Comunale e Comunità Religiose al fine di realizzare, tra le atre cose, spazi comuni per il raccoglimento e la preghiera, valorizzare le festività religiose, ma soprattutto coinvolgere i cittadini nella partecipazione a eventi pubblici al fine di promuovere il dialogo, la cultura della pace ed il rispetto dei diritti e delle libertà individuali.
Un confronto iniziato a novembre del 2005 e condotto dall’Assessorato al Welfare Municipale Cinzia Aloisini, che ha supportato tutte le fasi di un dialogo aperto e comune con la Chiesa Battista, la Chiesa Cattolica, la Chiesa Cristiana Avventista, la Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli della Spezia, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, la Chiesa Metodista, la Chiesa Ortodossa Romena, la Chiesa del Vangelo Quadrangolare, la Comunità Ebraica della Spezia, la Comunità Islamica e l’Istituto Buddista Italiano “Soka Gakkai”.
Già nel dicembre del 2005 le differenti Comunità, avevano organizzato un momento comune di preghiera silenziosa contro la violenza, in occasione di un fatto di cronaca che aveva coinvolto una giovane spezzina: in piazza Beverini, un cerchio di persone, cristiani, mussulmani, ebrei, buddisti, ciascuno con la propria preghiera, ma uniti nella testimonianza, alla quale i passanti, erano imminenti le festività natalizie, avevano reagito con curiosità ed un certo stupore. Su di un volantino avevano scritto: “Per affermare insieme la nostra volontà di vivere nella serenità e nella concordia nella nostra città e la volontà decisa di rifiutare ogni forma di violenza invitiamo tutti gli uomini e le donne, religiosi e non, ad unirsi ad una mezz'ora di silenzio; nel silenzio ciascuno pregherà come sa o rifletterà su come stiamo fondando la nostra convivenza e sul valore inestimabile di ogni donna ed ogni uomo”.
Poi è maturata l’idea della Consulta, un organismo partecipato, rappresentativo e permanente in grado di interloquire con l’amministrazione comunale per favorire il dialogo fra le comunità religiose e la cittadinanza.
“E’ per me motivo di orgoglio – ha dichiarato il sindaco Giorgio Pagano – annunciare la nascita nella nostra città della Consulta delle Religioni, La Spezia conferma così il suo essere città per la pace ed il dialogo tra popoli e culture. Dobbiamo lavorare, e con la Consulta facciamo proprio questo, perché si sviluppi concretamente la collaborazione tra Comune, enti pubblici e Comunità Religiose in molteplici campi in nome del bene comune. Dialogo fra religioni, costruzione di spazi pubblici di confronto tra fede i religioni significa oggi dare un contributo forte alla crescita complessiva di una comunità, della sua cultura e della sua civiltà democratica”
Una lezione di rispetto e di fiducia
“Il dialogo è la via più efficace, seppure faticosa, per superare la diffidenza e i conflitti, in quanto induce ogni persona a riconoscere e rispettare la dignità dell’altro…” Così recita, nelle premesse, il protocollo di intesa per l’istituzione della “Consulta delle Comunità delle Religioni nella Città della Spezia” un testo semplice e scarno, senza enfasi, ma puntuale nell’individuare gli obiettivi, ne riportiamo uno stralcio:
“Premesso: che la dimensione religiosa rappresenta una significativa espressione culturale e sociale di ogni comunità e costituisce un ricco patrimonio in termini di esperienze, idee e pratiche; che la crescita delle forme di comunicazione e soprattutto la presenza di significativi flussi migratori ha arricchito la nostra città di una pluralità di comunità religiose; che la popolazione spezzina ha dimostrato grandi capacità di accoglienza delle differenti culture religiose, ritrovando nella sua storia significativi episodi di solidarietà;(…)
“La Consulta promuove, indicativamente, le seguenti azioni: organizzazione periodica di eventi pubblici e promozione di attività culturali e di dialogo interreligioso, finalizzate a una cultura della pace e al rispetto dei diritti umani; realizzazione di spazi comuni per il raccoglimento e la preghiera, in luoghi pubblici quali ad esempio ospedali, cimiteri, carceri…; realizzazioni in ambito cimiteriale di aree dedicate alle specifiche religioni; diffusione di dichiarazioni comuni su temi di particolare interesse; integrazione e condivisione di interventi di mediazione culturale; promozione di forme di collaborazione con le scuole; tutela e valorizzazione delle festività religiose; svolgimento di attività di volontariato in collaborazione con le associazioni presenti in città; coinvolgimento dei mass media locali, al fine di fornire adeguate informazioni su eventi a sfondo religioso; formulazione di pareri e proposte su provvedimenti amministrativi che riguardano gli interessi delle Comunità Religiose (…)


